In un’ottica di crescente sviluppo dell’economia circolare, e quindi del riuso di materie già presenti nel circuito produttivo, il rinnovamento dei polimeri plastici è in crescita e il settore in cui si sta lavorando maggiormente è quello del tessile.
Ovviamente la prima ad appropriarsi del riuso è la moda più creativa, ma con un approccio più diretto: riutilizzando le materie plastiche di scarto così come trovate, ricucendole e ottenendone nuove forme e composizioni.
In generale la direzione è chiara: si cerca di produrre tessuti che siano freschi e morbidi come quelli naturali. I tessuti ottenuti soprattutto da polimeri di PET, stanno conquistando sempre maggiori segmenti di mercato e finalmente anche nell’abbigliamento si notano i risultati positivi di filati e capi che assomigliano al cotone e ne ripropongono i vantaggi abbinati a un maggiore possibilità di controllo della tolleranza delle pelle.
Ad esempio, il poliestere riciclato (rPET), Ottenuto dalle comuni bottiglie di plastica, da molti anni viene utilizzato nel settore dell’abbigliamento con enormi vantaggi per l’ambiente: consente di non sprecare risorse non rinnovabili come il petrolio (e i suoi derivati) e riduce la quantità di plastica che viene smaltita nelle discariche. Inoltre, grazie ai nuovi processi produttivi che hanno ridotto notevolmente l’impiego di energia nella fase di riciclo, il poliestere ha ulteriormente migliorato le proprie performance ambientali ed è disponibile sul mercato a prezzi accessibili; un passo avanti molto importante se si considera che fino a pochi anni fa il poliestere difficilmente poteva competere con quello ottenuto da fibre vergini, decisamente più economico.

